Orizzonte di senso

La filosofia politica, o filosofia del diritto, si chiede come nasce il diritto e perché, e quale dovrebbe essere il miglior diritto da applicare. Indaga dunque la complessa fenomenologia della scienza giuridica, ricercandone il senso profondo, attraverso una riflessione sul fondamento del diritto e dell'idea di giustizia, sulla natura della legge, sui rapporti del diritto con la morale e la politica, l'economia e la società, sui meccanismi di legittimazione del potere statale, sui presupposti logici e ontologici che sorreggono la pretesa di una conoscenza scientifica del diritto e sulle varie medotologie argomentative che ne scandiscono il funzionamento quotidiano.

Una materia assai importante e densa di sfaccettature, e dal cui studio un giurista non dovrebbe in alcun modo prescindere. La filosofia politica dovrebbe in effetti essere la prima materia insegnata, in quanto è bene anzitutto dare risposta ai perché. In secondo luogo, se il diritto è alla base della società, la filosofia politica è alla base del diritto. Eppure, essa è spesso e volentieri relegata a materia complementare nelle Università. Purtroppo, è nota la cattiva (e maliziosa) prassi del Sistema di metterci nelle condizioni di svolgere compiutamente una qualche attività, ma non di chiederci perchè lo facciamo e se ciò che facciamo sia giusto, cioè eticamente condivisibile.

Pur avendo nello jus il medesimo oggetto di studio, la filosofia del diritto, diversamente dalla teoria generale del diritto, assume una prospettiva antropologica per elaborare i propri concetti. Mentre la teoria si limita a descrivere il fenomeno diritto, depurandolo da ogni dimensione antropologica, la filosofia vuole coglierne il senso. La teoria, riflettendo sul diritto, incontra le norme e le istituzioni e può spingersi fino a riformulare se stessa come logica giuridica o come sociologia del diritto; la filosofia incontra il senso delle norme e delle istituzioni e pone nell'uno come nell'altro caso questioni di giustizia.

Teoria generale del diritto e filosofia politica sono quindi forme di sapere diverse, ma convergenti. L'illusione scientista, secondo la quale non esisterebbe sapere al di fuori di quello scientifico, induce alcuni giuristi a ritenere che la teoria generale del diritto, come unica forma di conoscenza scientifica del diritto, sia anche l'unico legittimo approccio al diritto stesso. Chiunque conosca l'esperienza giuridica, e quella forense in particolare, e come in essa si manifestino e si intreccino tutte le dimensioni dell'humanum, aspirazioni, pretese, rivendicazioni, ostilità, inganni, violenze, frodi, forme di limpida generosità e di solidarietà, in breve le esigenze umane di ogni tipo e natura, comprende facilmente che non può conoscere realmente il diritto chi non sia in grado di rapportarlo a quell'orizzonte di senso, che denominiamo attraverso il termine giustizia